Città Toscane
VOLTERRA

LII visitatore potrà rivivere, attraverso i reperti conservati nel Museo Etrusco Guarnacci, la storia di questa città che, già potente 2.400 anni fa, ha visto avvicendarsi sul suo territorio Umbri, Etruschi, Fiorentini, ecc. Volterra (m 555), "città del vento e del macigno" (D'Annunzio), di severo aspetto medievale, oggi domina solitaria, oltre che le Valli delI'Era e del Cecina, anche il singolare paesaggio delle "baize". Si tratta di vaste distese cretacee striate da impressionanti voragini che, nel corso dei secoli, hanno inghiottito necropoli, chiese, ciclopiche mura.
Sul ciglio della voragine si trovano resti di mura etrusche e la Chiesa della Badia. Siamo di fronte a una vera e propria città-monumento, ricca di testimonianze civili e artistiche. Piazza dei Priori, circondata da austeri palazzi con portici ad archi acuti, case-torri e dal massiccio Palazzo dei Priori (pinacoteca) con gli stemmi smaltati dei commissari fiorentini del '400 e '500, e una delle più belle piazze medievali d'Italia; il Duomo è una costruzione romanica rifatta in forme pisane con davanti l'ottagonale Battistero (il fonte battesimale e del Sansovino, 1502); e ancora: la Casa-torre Buonparenti con l'arco di collegamento (sec. XIII), la Fortezza, una delle più grandi piazzeforti medievali, adibita a penitenziario, il rinascimentale Palazzo Minucci-Solaini, attribuito al Sangallo. Imponenti, poi, sono gli avanzi di mura etrusche con la Porta dell'Arco.
Numerose sono le botteghe di manufatti di alabastro. Dal punto di vista gastronomico, la zona produce buoni pecorini, ricotte, carni ovine, salumi e prosciutti, ed e una delle piu ricche di tartufi.

 

Il bacino di Volterra


Itinerario di grande intresse naturalistico e paesaggistico per gli aspetti geomorfologici e ambientali che permette di esaminare approfonditamente. Si scende in Borgo S.Stefano e in prossimità dell'omonima fonte si prosegue a sn per una breve strada panoramica; si volta quindi a sn e si procede una lunga discesa che dopo aver attraversato un podere sede di un laboratorio alabastrino si congiunge sulla stada provinciale per discesa per Montecatini Val di Cecina: il panorama che si apre sulla dx permette di ammirare la speventosa voragine delle Balze che si spalanca sul vasto bacino argilloso della Val d'Era. Si supera il piccolo borgo di Citerna e si entra pienamente nel grande paesaggio dei dossi collinari, dei vasti campi aperti e della pastorizia. Dalla strada si possono osservare i vari fenomeni erosivi e franosi che interessano le argille (frana presso il Pod. Infrascato). Si raggiunge il bivio con la SS.439 e si piega a dx, si oltrepassa il bivio per Montecatini e giunti fra i km 92 e 93 si prende la strada sterrata che si apre sulla dx. Questa, risalendo verso Volterra, ci conduce attraverso il mondo delle biancane (piccole cupole mammellonari col lato esposto a S completamente privo di vegetazione) e dei calanchi (serie di vallecole contigue separate da creste ripide e affilate) consentendo di apprezzare tutta la varietà di forme che l'erosione ha impresso alle plastico suolo argilloso. Si arriva così in prossimità della piccola Chiesa di S.Lucia a Corbano (sec. XI) da cui si raggiuge poi velocemente il borgo di S.Cipriano e la strada asfaltata che risale a Volterra. Il seguente tratto in salita è di grande suggestione perché consente di ammirare in tutta la sua grandiosità il maestoso spettacolo delle Balze, una gigantesca voragine originata dall'azione erosiva delle acque meteoriche che infiltratesi attraverso il deposito sabbioso sommitale (permeabile) del colle di Volterra giungono ad asportare le argille sottostanti (impermeabili) provocando così il crollo progressivo degli spessori sabbiosi ed arenacei ad esse sovrapposti. Il fenomeno erosivo, attivo da alcuni secoli, ha coinvolto nel proprio avanzamento parte di una necropoli etrusca e la Chiesa di S.Giusto al Botro, divorata dal precipizio nel sec.XVII. Risalendo verso Volterra è d'obbligo infine una fermata presso la Badia Camaldolese (sec. XI) da cui si gode un ampio panorama.